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Testimonianza di Nicola

Testimonianza di Nicola

Salve a tutti, sono Nicola Lettieri, ho 22 anni e provengo dalla parrocchia San Nicola di Bari in Picerno, appartenente alla Diocesi di Potenza - Muro Lucano - Marsiconuovo. Non è facile parlare o scrivere riguardo alla propria vocazione in quanto è un dono, ma nello stesso tempo è anche un mistero così come affermava San Giovanni Paolo II; la vocazione è un fatto personale, non nel senso che nessuno la debba conoscere, qualcosa che tengo esclusivamente per me, ma in quanto è parte integrante della persona stessa, che entra nel mistero dell'inafferrabile. Essa però richiede al contempo una testimonianza verace di quella che è la propria esperienza di vita cristiana.

La vocazione di ogni cristiano non è frutto del caso ma all'origine dell'esistenza umana c'è un progetto di Dio che ci invita a rimanere nel suo amore e quindi a vivere radicati nella fede. "Se impariamo ad ascoltare scopriremo che Dio non smette mai di chiamarci" (Amedeo Cencini). Prima di avvertire il desiderio di mettermi alla sequela di Cristo, di discernere la Sua volontà su di me, di conoscere l’identità di Colui mi attirava a se, ero un ragazzo come altri: amici, scuola, divertimento... lo sono tutt'ora, però mi approccio a queste realtà in maniera diversa rispetto a prima. Tutto ha avuto inizio nel 2006, anno in cui ho iniziato a servire la santa Messa, incoraggiato da un mio caro amico, anzi penso che il Signore si sia servito di lui per accendere in me questa fiamma, che già leggermente ardeva durante gli anni di catechesi in preparazione al Sacramento della Cresima. Dal servire all'altare mi sono ritrovato a vivere un'intensa vita parrocchiale, scandita dal gruppo dei ministranti e dal catechismo, non per vana gloria ma posso dire che questo mio impegno in parrocchia l'ho vissuto e lo vivo come vero servizio, e non come un semplice fare, e da qui sono nate le mie prime domande sul perché quel mio mettere a disposizione giornate intere, per la mia comunità parrocchiale mi rendeva sereno e felice. Ho vissuto alcune esperienze di fede, ma anche di fidanzamento che mi hanno fatto crescere e maturare, dando così delle prime risposte ai miei tanti interrogativi sul mio futuro, infatti, ho avuto una bella amicizia trasformatasi poi in amore con una ragazza che conoscevo da tempo. Con il passare del tempo però mi rendevo conto che non era l’amore dato o ricevuto da una ragazza a rendermi felice e vivere serenamente ma l’amore verso gli altri, mettendo la mia vita, il mio tempo a disposizione per gli altri, e da questo è iniziato un vero e proprio cammino. Attraverso un primo accompagnamento spirituale, fatto con alcuni sacerdoti della mia diocesi, ho iniziato a dare delle prime risposte ai miei tanti dubbi. Facendosi più densa questa mia ricerca della volontà di Dio, ho deciso, dopo gli esami di maturità, di fare un passo in avanti iniziando l'anno propedeutico, con non poche difficoltà, tra cui l'accettazione da parte della mia famiglia, la quale ha fatto davvero fatica a condividere la mia decisione, molte volto sono stato anche incompreso faticando a spiegare ai miei genitori il perché di tale scelta. Questo periodo di primo discernimento è stato molto significativo, perché mi ha permesso di confrontarmi seriamente con la scelta di diventare sacerdote, infatti, terminato questo primo tempo di discernimento, ho iniziato il cammino di formazione nel nostro Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata, ed ora eccomi qui al terzo anno formativo. In questi tre anni sto scoprendo giorno dopo giorno innanzitutto la mia vita di fede e poi la bellezza del donarsi a Cristo che prende il primo posto nella mia esperienza di cristiano battezzato. Questa mia vocazione non può esistere se non in rapporto a Lui, una chiamata che mi invita quotidianamente a scoprire una relazione reale innanzitutto con la Parola di Dio, che in sé contiene tutte le altre parole di Dio, e poi a vivere all'interno di un storia con Gesù Cristo. Nel mio cammino vocazionale sin dall'inizio mi ha aiutato il rapporto con gli altri, sacerdoti e non; grazie alla relazionalità vera ed autentica sono riuscito a correggere, non del tutto perché questo avviene gradualmente, i miei difetti e ad esercitarmi nelle virtù cristiane, ho avuto modo di confrontarmi e in qualche modo di crescere insieme agli atri umanamente e spiritualmente, comprendendo sempre di più la bellezza del camminare insieme, dentro quella comunione che ha caratterizzato la comunità degli inizi: da soli non si va da nessuna parte e non si può andare agli altri se prima non saremo andati da Lui! Non sono mancate e non mancano persone che con la loro testimonianza di vita cristiana mi stanno aiutando in questo tempo così importante, per questo anche a voi chiedo di pregare per me, affinché sotto lo sguardo materno di Maria possa compiere sempre la volontà di Cristo che mi chiama, e spetta a me ascoltarlo, e mi porta ad aprire il cuore e ad aderire a questo progetto di amore, vivendo come persona che si riconosce amata da Dio, come figlio amato dal Padre.

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