Lettera della settimana

Omelia per gli ottanta anni.

21 giugno 2016

Omelia per gli ottanta anni.

Siamo qui a celebrare il solstizio d'estate, l'inizio di una nuova stagione e anche per dirvi che:
E' bello avere ottanta anni. Lo auguro di cuore a tutti. Si vede proprio che siamo fatti per crescere.

Vivo nel rischio

Vivo nel rischio

Corriamo il rischio è di fare di tutta la vita un carnevale, vivere in maschera e recitare una parte che non è nostra. Tra poche ore comincia la Quaresima, un tempo di grazia per fare la verità nella nostra vita. La differenza tra la quaresima e il Ramadan è che nell'Islam sono sottolineate pratiche religiose esterne come non mangiare durante il giorno e frequentare la moschea, la quaresima invece è tutta interiore.

Svegliatevi

Svegliatevi

E' l'ora di svegliarci dal sonno "perché la salvezza è più vicina di quando diventammo credenti".
Da tre mesi è cominciato l'anno Santo con le migliori intenzioni. Come vanno le cose? Ce lo siamo già dimenticato?
Quest'anno deve significare qualcosa di definitivo per te. Mettere una pietra decisiva per crescere, una pietra da ricordare come i mattoni della Porta Santa che vengono conservati con devozione.

Ascoltiamo la Terra

Ascoltiamo la Terra

All’inizio del nuovo anno “anno nuovo, vita nuova”, siamo moralmente obbligati a prendere in considerazione le indicazioni che il Papa ci ha dato circa il modo di relazionarci con la terra. “Se vi ho parlato delle cose della terra e non credete, come crederete se vi parlo di cose del cielo” (Gv 3,12). L’ascolto delle cose della terra non richiede soltanto un udito fine ma impegna tutti i sensi e una disposizione particolare dello spirito. La nostra incredulità non è forse all’origine della crisi ecologica che attraversiamo? Crediamo alle catastrofi soltanto quando sono avvenute.

Senza speranza non si vive

Senza speranza non si vive

L’abito per aspettare è la speranza. Ecco perché la speranza è la virtù dell’avvento.

C’è poco da sperare, mi sembra invece che ci siano ragioni per disperare, mi diceva un amico dopo aver ascoltato una mia omelia in cui avevo parlato della speranza, ovviamente con poco risultato. In politica , continuava l’amico, uno ci dice che le cose vanno bene e un altro che vanno a rotoli, in Comune c’è addirittura una mafia propria, la mafia capitale, il Papa, in aereo a diecimila metri tornando dall’Africa ha detto che anche in Vaticano c’è la corruzione, come si può parlare di Speranza?

Un'occasione da non perdere

Un'occasione da non perdere

Saper cogliere le occasioni è uno dei modi per far fortuna e Dio crea le occasioni adatte, fa delle “offerte speciali” a scadenze fisse: ogni sette giorni (il sabato) ogni sette anni(l’anno sabbatico) ogni sette settimane di anni (il giubileo). Il Papa, dopo sette settimane di anni dal Concilio Vaticano II ha indetto il giubileo. E’ vero che tutta la storia, dopo la venuta di Gesù è giubileo, ma pedagogicamente è valida questa sottolineatura del fatto che Gesù è venuto ”a proclamare l’anno di grazia del Signore”.

Ricominciare è bello

Ricominciare è bello

Domenica, 29 novembre, comincia il nuovo anno liturgico. Una occasione di grazia. Possiamo ricominciare. L’anno profano ha per misura la rivoluzione della terra intorno al sole, quello liturgico fa percorre nella stessa durata tutto lo svolgimento del mistero della salvezza con Cristo. Ha per centro la morte e resurrezione del Signore e tutto gravita intorno ad esso. E’ l’organizzazione cristiana del tempo.

Come formare la coscienza

Come formare la coscienza

Vi parlo della formazione della coscienza come la propone Sant’Ignazio nei suoi esercizi spirituali. E’ una forma di preghiera infatti si svolge tutta alla presenza di Dio e in dialogo con Lui. Come potrebbe essere diversamente dal momento che la sorgente delle nostra morale è la sua legge e la sostanza della nostra fede è il dialogo con Lui. Niente, quindi, senza di lui e tutto insieme a Lui. E’ un esercizio che ci viene proposto, seguiamolo quindi passo passo. E’ necessario mettersi alla presenza di Dio e cominciare

COME EDUCARE LA COSCIENZA

COME EDUCARE LA COSCIENZA

Il sinodo rimanda alla coscienza come al luogo in cui Dio incontra la persona ma la coscienza va educata. Educare le coscienze è sempre stato l’impegno principale della chiesa anche se non è stato messo sempre al primo posto perché è più facile sostituirsi alla coscienza che educarla. Come educare la coscienza? Ci sono vari metodi, vorrei dire varie scuole, ne presenterò due, una adesso e una la prossima settimana.

RIMANDARE ALLA COSCIENZA

RIMANDARE ALLA COSCIENZA

La settimana scorsa ho scritto che il Sinodo circa la comunione ai divorziati risposati rimandava alla coscienza e, me l’aspettavo, è arrivata la prima obiezione: allora ciascuno fa quel che vuole. No

La coscienza non è una pagina vuota in cui ciascuno scrive quel che vuole ma fin dalla nascita è scritto nel DNA di uomini una legge che guida la vita umana. Ecco cosa dice il Concilio Vaticano II.” Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita quest'altro.

Cosa è cambiato col Sinodo?

Cosa è cambiato col Sinodo?

I divorziati possono far la Comunione? Era questa la grande domanda di cui si aspettava una risposta. La risposta è venuta. Nessuno tocca la verità che il matrimonio è unico e indissolubile ma finalmente è stato ripetuto che la coscienza di ogni persona è l’ultimo criterio di giudizio .

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