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Solo sul monte a pregare

XIX Domenica del T.O.

Solo sul monte a pregare

La preghiera di Gesù. I Vangeli ricordano ogni volta che sta per avvenire qualcosa di importante la preghiera di Gesù. Nel Vangelo di questa domenica la preghiera è legata alla morte del Battista e, attraverso questa "vittoria sul male," alla prospettiva stessa della morte di Gesù. In certo senso ricorda il Getsemani. Il ricordo del deserto ci richiama le tentazioni.

Ricordiamo: il popolo che manca di pane vuole delle prove tangibili della presenza di Dio con lui. Con la moltiplicazione dei pani, Gesù significa che darà la propria vita. Questa preghiera di Gesù in piena notte rappresenta il cuore della lotta della luce con le tenebre.

Gesù cammina sulle acque. Gesù che cammina sulle acque mette sotto i suoi piedi la potenza del nulla e della morte, è il Gesù della resurrezione, è anche il popolo liberato che attraversa il mar Rosso, è anche la potenza della Parola di Dio che separa la terra dall'acqua (Genesi) come pure il ricordo del vento e del soffio. Bisogna far risuonare tutti questi testi e anche altri, come i salmi 139 e il 18 e il testo del diluvio, per sentire tutta la densità del racconto evangelico di oggi. Dinanzi alla morte del Battista Gesù afferma la potenza della Resurrezione che è quella stessa della Creazione. Ma Gesù non ha soltanto da camminare sulle acque ma anche da pregare per Pietro: "Pietro....io ho pregato perché la tua fede non venga meno...". Ma all'ora della passione, la fede di Pietro vacillerà. Il testo ripresenta perfettamente l'avventura di Pietro all'ora decisiva, quando conoscerà la vertigine del dubbio (perché ha dubitato) come Israele nel deserto. Finalmente Pietro riemergerà ma non per un proprio sforzo di fede, ma per "la mano di Dio".
Cosa scrive l'evangelista? Sovrapponendo , per delle evidenti allusioni, il dramma di Israele, il dramma di Pietro, il dramma di Gesù (centrale) l'evangelista propone il camminare sulle acque in cui riassume tutta l'avventura umana. Rende attuale per la comunità cristiana per cui scrive: ecco i cristiani in preda alla persecuzione, una chiesa fragile in preda ad un avvenire aleatorio, una chiesa che, affrontata dalle forze della morte, rivivendo nella sua carne la Pasqua di Cristo, conosce la tentazione del dubbio. L'Evangelista gli dice che, come Pietro, camminerà sulle acque, anche se, provvisoriamente, ha l'impressione di annegare. Ciò che valeva per la chiesa primitiva ha valore anche per la cristianità del nostro tempo. Ci parla oggi nei problemi della chiesa attuale e in quelli personali.

Il vento impetuoso. Il tumulto del vento e il mare agitato sono la "prova". Ma anche ciò che l'accompagna nel cuore dell'uomo: la paura. Paura di Pietro, paura del popolo nel deserto, paura dei cristiani di tutti i tempi. Il vangelo descrive, una volta in più, il grande passaggio, il passaggio obbligato dalla paura alla fede. Dio si trova nella calma, ma questa calma è Lui stesso, come la fede, un dono di Dio, un dono pasquale: "Io vi lascio la pace, vi dono la mia pace".

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