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Osservare la Legge

XXIII Dom. del T.O.

Osservare la Legge

"Se tuo fratello ha commesso un peccato...parlane con lui". Gesù propone quindi ai suoi discepoli di osservare i fratelli, di giudicarli e di condannarsi gli uni gli altri? Come conciliare tutto questo con l'imperativo evangelico "Non giudicate e non sarete giudicati". Oppure "Perché guardi la pagliuzza nell'occhio del fratello quando non vedi la trave nel tuo?"

In realtà questa pagina del vangelo ci presenta Gesù che commenta liberamente alcune usanze ispirate alla legge di Mosè. I farisei applicano la legge alla lettera mentre Gesù propone un'altra interpretazione.

Se c'è un rimprovero da fare ad un fratello, propone di farlo cuore a cuore con discrezione e delicatezza. In una lite la legge prevede la presenza di testimoni o il ricorso alla comunità, e Gesù non propone di cambiare quest'uso. Ugualmente quando si tratta di pronunciare una sanzione non intende rimuovere la formula tradizionale "Che il colpevole sia per voi come un pagano e un pubblicano". I farisei rifiutavano i pagani e i pubblicani ma Gesù mangiava con loro e li accoglieva come il centurione e la samaritana. La risposta di Gesù a Pietro che gli domanda "Quante volte devo perdonare?"da la chiave di tutto il discorso "Non sette volte ma settanta volte sette". Cioè : "sempre".

La legge a servizio dell'uomo. Gesù non ha mai rinnegato la legge di Mosè. Ma ha mostrato che era a servizio dell'uomo e non l'uomo a servizio della legge. E' venuto non per abolirla ma per portarla a compimento., cioè a dargli la pienezza di senso. Non poteva realizzarsi che nella libertà della coscienza e nella preminenza dell'amore fraterno. Come dirà San Paolo: "La pienezza della legge è l'amore".
In verità tutte le leggi venute da Dio hanno lo scopo di mostrare come rispettare e accettarsi gli uni gli altri per vivere insieme ed essere felici. Così dovrebbe essere per tutte le leggi umane.
Della legge data da Dio a Mosè Gesù ha voluto rivelare il senso vero. "non uccidere", "Non imbrogliare", "Non fare adulterio" sono la esplicitazione di un'unica legge: "Amerai il prossimo tuo come te stesso".

La legge della chiesa. Alcuni criticano ciò che chiamano la morale giudeo cristiana e le leggi della chiesa che ne derivano. Ma la morale giudeo cristiana è fatta dall'eredità della saggezza ancestrale del popolo d'Israele, saggezza attraversata e vivificata dal soffio semplificatore e liberatore di Gesù Cristo, il soffio di vita che chiamiamo Spirito Santo.
Dandoci il Vangelo Gesù non ci ha dato delle leggi supplementari, nè un trattato di morale. Ci ha lanciato un appello a vivere secondo coscienza, nello spirito delle beatitudini e nella dignità dei figli di Dio. E' per aiutare a vivere secondo quest'appello che la chiesa ha elaborato le sue leggi che sono dei semafori, dei segnali comunitari che aiutano gli uomini imperfetti che siamo noi a non andare fuori strada. Se fossimo dei santi non avremmo bisogno di leggi,

Una sola legge assoluta : amare come Cristo, chiede più di qualunque legge umana. Lo Spirito Santo, unica legge dei cristiani, ci insegna a vivere in verità, secondo una tale legge e un tale amore.

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