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Dio viene

II Domenica di Avvento

Dio viene
Da dove viene Dio? Il profeta Isaia ci parla del ritorno del popolo d’Israele dall’esilio e parla del deserto perché il deserto è simbolo di una situazione tragica della vita umana, la solitudine fondamentale di tutto l’essere; la mancanza di tutto, il luogo della sete, la difficoltà a trovare un senso alla vita, un luogo senza strade e anche la distanza che separa dalla meta, la separazione tra la schiavitù e la libertà, tra l’uomo e la felicità. E’ il luogo di “rovi e di spine” rappresenta il contrario del paradiso. Dio si apre la strada per venire attraverso lo spazio ostile all’uomo.
Dio viene nei nostri deserti. La predicazione di Giovanni ci giunge oggi con un’impressionante attualità. Le nostre società urbanizzate ci presentano vasti spazi in cui l’uomo non abita più. Deserto dell’umanità in cui “l’uomo è lupo all’uomo” e peggio ancora. Deserto di dignità per gli uomini e le donne trattate come materiale da usare e gettare. Deserto di solitudine in mezzo ad una pletora di mezzi sofisticati di comunicazione, deserto di amore in cui non sanno più ne amare ne farsi amare e deserto di povertà materiale e morale. In mezzo a questa torre di Babele in cui gli uomini né si sopportano né si comprendono risuona l’appello del Vangelo: preparate le vie in cui possa passare l’uomo all’incontro con se stesso e con Dio. Ma Dio può passare attraverso le nostre strade umane ingombrate da tante cose? Dio viene nelle nostre vie. Non dubitiamo che nel cuore di ogni uomo c’è sempre una piccola luce, talvolta vacillante “dell’immagine e somiglianza di Dio” magari fumigante ma mai completamente spenta. Il”ritorno del religioso” che talvolta può essere considerato ambiguo rivela questo desiderio di Dio che è in ogni uomo. Nel deserto del Sinai piove molto raramente, talvolta soltanto ogni due anni e sembra tutto morto ma quando piove il suolo si copre di vegetazione e di fiori e il seme cade sul terreno in attesa della nuova pioggia. Ciò che Dio ha seminato nei nostri cuori non muore mai. Alla prima occasione favorevole Dio si rivela e trasfigura la vita. Egli prende le nostre strade. Il tempo di avvento è un tempo di preparazione, si tratta di aprire la strada. Ciascuno tolga le irregolarità dalla propria vita perché Dio passi. Il Battista predica il Battesimo di conversione: significa disporre il nostro spazio interiore liberandoci dal peccato che blocca la comunicazione col Signore e con gli altri. “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio” diceva Giovanni Battista citando Isaia. Questa via di accesso per Dio non è solo riservata ai cristiani ma ad ogni uomo. Siamo mobilizzati per tutta l’umanità quando prepariamo “le vie del Signore”. La responsabilità universale dei cristiani fa di essi dei missionari. Non dubitiamo “il deserto fiorirà” il Signore verrà.

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